Le divise araldiche di Alfonso II

Particolare tratto dal foglio 1r del manoscritto “Epistolae ad familiares, ad Brutum, ad Quintum fratrem et ad Atticum” di Cicerone.
BNF Latin 8533 2.

Le miniature di questo codice non sono attribuite, ma potrebbero essere del fiorentino Francesco Antonio del Chierico.
In questo dettaglio è raffigurato lo scudo di Alfonso II, quando era ancora Duca di Calabria come si evince dalla croce “potenziata” su fondo argento che inquarta i colori d’Aragona e dalla coroncina che sormonta lo scudo.
Nella cornice del medaglione principale sono inscritte 12 medagliette con le “imprese” o “divise araldiche” del Duca, alcune mutuate dal nonno Alfonso il Magnanimo, altre inaugurate probabilmente da Alfonso II medesimo.

divise araldiche


Le ho individuate quasi tutte, con l’indicazione di massima del loro significato.

1 – Il Trono infuocato o “Siti perillòs”: simboleggia il diritto a regnare sul trono di Napoli per investitura divina (rimando alla leggenda di Galaad nel Ciclo della Tavola Rotonda). Già di Alfonso I
2 – Il Libro Aperto: chiaro rimando alla superiorità del sovrano derivante dalla Conoscenza. Già di Alfonso I
3 – La Spirale di Cardi.
4 – Il bastone con la corda spezzata.
5 – Nodo di Re Salomone: simbolo di alleanza. Già di Alfonso I
6 – La “parrucca femminile”; immagine dal significato piuttosto enigmatico! Si trova in numerosi codici, e – nonostante le piccole differenze di stile – è sempre raffigurata come dei capelli acconciati a forma di cappello con larghe tese…
7 – ND. (sembra ci siano delle correzioni)
8 – Le spighe di Miglio: simbolo di fertilità e incorruttibilità, virtù derivanti dal “buon governo”. Già di Alfonso I
9 – Un cartiglio con l’iscrizione “ANTE SIEMPRE ARAGORA” (sic)
10 – Un’altra corda spezzata (di norma venivano raffigurati entrambi i capi della corda: qui sono divisi in due medaglie una di fronte all’altra)
11 – Il ragno (con la sua tela): simbolo dell’industriosità.
12 – La montagna di diamanti: spesso accompagnata dal motto “naturae non artis opus”, indicava che le doti di liberalità e clemenza del sovrano erano insite nella sua natura, ovvero derivanti dalla sua nobile ascendenza, e non frutto di artificio umano. Già di Ferdinando I

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Una risposta a Le divise araldiche di Alfonso II

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