San Sebastiano di Francesco Pagano

Francesco Pagano (attrib.), Martirio di San Sebastiano con Santa Caterina d’Alessandria (1480 circa)
Tempera su tela, 249x156cm – Galleria di Palazzo Barberini, Roma.
In origine presso la Chiesa di S.Eframo vecchio.

Pagano, di origini probabilmente napoletane, è documentato a Napoli già dal 1457, e poi a Roma ma acquisì notorietà a Valencia dove, a partire dal 1472, svolse la sua attività presso la Cattedrale, di cui affrescò la Sala Capitolare (Natività) e il Coro.
Al rientro a Napoli, anche grazie alle esperienze fatte successivamente presso la corte estense (ricordiamo che la figlia di Ferrante, Eleonora, aveva sposato il Duca Ercole d’Este e vi erano stretti rapporti – anche culturali – tra le due corti), assunse un ruolo da protagonista della pittura rinascimentale al tempo della corte aragonese: grazie alla conoscenza della “Natività valenciana”, di cui si conservano alcune parti trasferite su tela, è stato possibile imputare al Pagano un nutrito corpus di opere eseguite a Napoli.

 

Pagano Martirio S Sebastiano
Fu tale la sua influenza che numerosi autori nel tempo hanno ravvisato la sua mano in opere attribuite a Quartararo, Leocadio, Leonelli ed altri.
Tra le attribuzioni più controverse vi è anche quella del “Polittico di S.Severino”, chiaro esempio dell’influsso esercitato da Antonello da Messina sulle componenti franco-provenzale e iberica oramai saldamente radicatesi nell’ambiente partenopeo.
Secondo alcune ipotesi (tra cui Bologna, 1977, e De Castris, 1997), il Pagano potrebbe addirittura essere l’autore della Tavola Strozzi…

In particolare questa tavola, presumibilmente un’anta d’organo proveniente dalla chiesa di S.Eframo vecchio di Napoli, gli è stata attribuita dal Bologna per le analogie con l’affresco di Valencia e per gli influssi del ferrarese Francesco del Cossa, soprattutto evidenti nella figura di San Sebastiano.

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