Le mura aragonesi nel 1484

Castello del Carmine

“Capitulo sextodecimo dela modestia deli gesti della Maiestate”

Particolare del foglio 43r del trattato “De Maiestate” scritto da Giuniano Maio per conto di Re Ferrante nel 1492.
L’autore era professore dello “Studium” napoletano e in questo volume elenca in 18 capitoli le virtù del buon principe, esemplificando ciascuna con episodi tratti direttamente dalla vita del sovrano che viene così innalzato a “modello ideale”.

Il testo, in italiano, fu trascritto a Napoli in carattere “onciale” da Giovan Matteo de Russis e miniato da Nardo Rapicano (figlio di Cola).

La miniatura che introduce il capitolo 16°, dedicato alla modestia, in questo caso non ha relazione con il testo ma è di grande interesse in quanto mostra inequivocabilmente i lavori di ampliamento delle mura, iniziati per volere di Ferdinando I a partire dal 1484. In particolare, quelle rappresentate dovrebbero essere le torri denominate “La Brava” e “Il Trono” (ancora oggi parzialmente visibili su via Marina, all’incrocio con Corso Garibaldi)  che rinforzavano il “Castello del Carmine”, il primo baluardo a difesa della città sul lato orientale. Sul retro si intravede quella che potrebbe essere la Chiesa del Carmine…

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