Le Armelline di Ferrante

Armellina d'argento di Ferdinando I d'Aragona

Ermellino miniato nel manoscritto “Obiurgatio in calumniatorem divini Platonis” di Andrea Contrario Nel 1465 Ferdinando d’Aragona volle istituire l’Ordine dell’Ermellino, dedicato all’Arcangelo Michele, probabilmente per premiare e legare ulteriormente a sé i baroni rimasti fedeli al sovrano dopo la congiura terminata proprio in quell’anno. Gli obblighi del cavaliere insignito di tale onoreficenza erano di esser fedele alla Religione Cattolica, essere devoto al … Leggi tutto

Pasquasio Diaz Garlon

Salterio di Pasquasio Diaz Garlon - Davide in preghiera

La servitù si affaccendava tra la penombra della camera del malato e l’ampio patio in cui si affacciavano le camere del piano nobile. In realtà nessuno dei domestici aveva nulla di tanto importante da fare, ma in quel momento triste e solenne ciascuno voleva dimostrare di essere – se non indispensabile – almeno utile e partecipe. Di fatto tutti cercavano … Leggi tutto

Il libro di preghiere di Re Ferrante

Psalterio di Re Ferdinando I d'Aragona

“Beatus vir qui non abiit in consilio impiorum et in via peccatorum non stetit…“ Si apre così, con il testo del Primo Salmo, lo “Psalterium ad usum Fratrum Minorum” (MS Lat.771 della Bibliothèque nationale de France) appartenuto a Ferdinando I d’Aragona. Manoscritto a Napoli dall’Abate Francesco in caratteri “gotico-liturgici”, fu splendidamente illustrato intorno al 1475 nella bottega di Cola Rapicano … Leggi tutto

Il Palazzo Carafa

Chi si fosse trovato a passare lungo la via del Seggio di Nido (l’attuale via S. Biagio dei Librai) in un particolare giorno verso gli inizi dell’Anno del Signore 1466 avrebbe potuto assistere allo spettacolo inconsueto di alcuni tra i  principali notabili del regno accalcati nello stretto decumano in attesa di poter entrare nell’atrio di un palazzo nel quale stava per iniziare una breve cerimonia religiosa: … Leggi tutto

Diomede Carafa, colonna portante del Regno.

Diomede Carafa nacque a Napoli nei primi anni del ‘400, sestogenito di una famiglia di antiche e nobili origini discendente dai Caracciolo: l’appellativo di “carafa” sarebbe stato acquisito dall’avo Tommaso nel XIII secolo in quanto il padre, Gregorio Caracciolo, era incaricato della riscossione della gabella dei vini (“campione della caraffa”); anche per questo motivo il ramo a cui apparteneva Diomede … Leggi tutto

Ferrante, vincitore sui nemici e difensore degli amici

“FERDINANDUS ° HOSTIUM ° VICTOR ° AMICORUMQUE ° DEFENSOR” F.1r dal “De moribus” di Aristotele tradotto da Giovanni Argiropulo. MS Lat 6310 presso la Bibliothèque Nationale de France. Le miniature del manoscritto sono attribuite al fiorentino Matteo Torelli, mentre il testo in latino – in scrittura umanistica italiana – fu trascritto dal copista Piero di Benedetto Strozzi. Nella prefazione di Giovanni Argiropulo vi è la … Leggi tutto

I Tornesi di guerra di Ferrante

Nei primi anni del suo regno Ferdinando I fu impegnato a contrastare i nobili che, disconoscendo la legittimità della sua successione ad Alfonso, preferirono appoggiare il tentativo di riconquista da parte di Giovanni d’Angiò. Anche per tali motivi la monetazione, nel periodo tra la morte del padre (Giugno 1458) e la sua incoronazione (Febbraio del 1459), non presenta emissioni di … Leggi tutto

Il Ducato della misericordia di Ferrante

Doppio ducato di Ferdinando I

“RECORDATUS MISERICORDIE SUAE” è l’epigrafe che circonda il ritratto di Re Ferdinando I sui ducati d’oro (dal “Magnificat” del Vangelo secondo Luca). Nonostante l’evidente intento propagandistico, il testo oggi suona un po’ come una beffa se si considera con quale determinazione il sovrano pose fine alla congiura perpetrata ai suoi danni dai baroni del regno, tra i quali figuravano alcuni dei … Leggi tutto

Il Calvario napoletano di Pietro Befulco

Pietro Befulco, Andata al Calvario, 1490 circa Olio su tavola, 90x80cm – Museo di Capodimonte (mappa) In origine presso la Chiesa di S.Maria delle Grazie a Caponapoli *** Pietro Befulco, salernitano, ebbe la sua formazione a Napoli presso la bottega di Colantonio nella seconda metà del ‘400. Di lui ci rimangono alcune pale d’altare in cui è evidente l’influsso sulla scena napoletana … Leggi tutto

Ascesa e rovina del Segretario Petrucci

In un precedente articolo, corredato dalle immagini tratte dalla “Cronaca della Napoli Aragonese, 1498 – 1503” di Melchiorre Ferraiolo (MS M.0801, fol. 095r della Morgan Library di New York) , avevamo raccontato della triste fine di alcuni dei baroni che avevano partecipato alla congiura del 1485. Tra costoro spicca la figura del Barone Antonello Petrucci in quanto, al momento dei fatti, era una … Leggi tutto