Pio II per Ferdinando Re

Folio 1v

Pius II, papa , Oratio ad Francorum oratores in concilio Mantuano

F.1v  – PIUS II, papa, Oratio: “Pii II pont. max. responsio ad Francorum oratores in concilio Mantuano pro Ferdinando rege”.

Nel 1458 moriva Alfonso d’Aragona, aprendo la questione relativa alla sua successione sul trono di Napoli.
Già nel 1440 Alfonso aveva designato il figlio illegittimo quale suo erede e sia nel 1441 che nel 1443, con la nomina a Duca di Calabria, si era assicurato che il Parlamento dei baroni del Regno approvasse la sua scelta.
Il diritto di Don Ferrante a succedere ad Alfonso fu confermato poi da due bolle papali: nel 1443 da Papa Eugenio IV e nel 1451 da Papa Niccolò V.
Ciononostante alla morte di Alfonso, le rivendicazioni francesi tornarono a farsi sentire e nello stesso anno il nuovo Papa Callisto III disconobbe i diritti di Ferdinando I sul Regno di Sicilia, dichiarando il trono vacante e aprendo così la possibilità ad un ritorno di Renato d’Angiò. Possibilità che non potè concretizzarsi in quanto un mese dopo la promulgazione della bolla, il Papa morì e il soglio fu occupato da Pio II (Enea Silvio Piccolomini) il quale si mostrò favorevole a Ferdinando consentendo finalmente la sua incoronazione ufficiale, che avvenne nel duomo di Barletta il 4 Febbraio 1459 alla presenza del legato apostolico cardinale Latino Orsini

Poi, facte altre cerimonie, se presentò a l’altare dove dal prefato cardinale, postoli in capo una infula de damaschino bianco che se allazava sotto la golla, fo cum el nome de Dio incoronato et datoli el pomo d’oro in la mane sinistra, et in l’altra lo sceptro, et cinta la spada ad armacollo, et così se ritornò a sedere fin che fo finita la messa(dalla lettera a Francesco Sforza dell’ambasciatore milanese Antonio da Trezzo)

 

 

Coronato Incoronazione Ferdinando I

Scena dell’incoronazione nel Coronato d’Argento

Per l’occasione furono coniate una moneta d’oro del valore di un ducato e mezzo e una d’argento del valore nominale di un  carlino, che raffigurava la scena dell’incoronazione e che prese appunto il nome di “coronato”

“fece poi essa maiestà dare a tuti ambassatori et prelati una moneta d’oro picola facta fare per sua maiestà, che valle uno ducato et mezo, et fecene dare d’argento a tuti li astanti”

Poiché gli angioini non recedevano dalle loro pretese, la legittimazione del successore di Alfonso fu definitivamente sancita da Papa Pio II in occasione del Concilio di Mantova, convocato nel Maggio del 1459 per convincere i regnanti europei ad affrontare una nuova crociata contro gli ottomani.
La sua orazione in favore di Ferdinando, insieme ai due discorsi pronunciati dall’ambasciatore napoletano Andrea di Santa Croce,  “juris peritissimus consistorialis advocatus“, sono raccolte nel Manoscritto NAL 3198 conservato presso la Biblioteca Nazionale Francese, che lo ha reso disponibile in forma digitalizzata.

Tra le peculiarità di questo manoscritto, realizzato presumibilmente nella bottega napoletana di Nardo Rapicano, ci teniamo a segnalare il frontespizio miniato al Folio 1v in cui, oltre al ritratto di Pio II, sono presenti due piccoli medaglioni con gli splendidi ritratti coronati di Alfonso e Ferrante.
Il medaglione in basso, destinato al blasone del proprietario del manoscritto, purtroppo è vuoto (incompiuto o cancellato?) e quindi non è dato sapere a chi appartenesse originariamente il volume.

Alfonso d’Aragona, Il Magnanimo

Ferdinando II d’Aragona

 

 

 

 

 

 

 

Andrea di Santa Croce al Folio 30v

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