I grani di Federico III d’Aragona

L’ultimo re aragonese di Napoli, nei suoi brevi 5 anni di regno, ebbe modo di regolamentare il sistema monetario che rischiava di andare in crisi a causa delle numerose monete di bassa lega, spesso ribattute con nuovi conii usati su vecchie monete, e dei molti falsi messi in circolazione durante i brevi regni di Carlo VIII e Ferdinando II.
Oltre ai sestini in rame, che – pur essendo di dimensioni maggiori – avevano un valore nominale equivalente ai cavalli in circolazione durante il regno di Ferdinando I, furono coniati anche doppi sestini, conosciuti come “grani”, del valore legale corrispondente a un denaro. Il loro peso ufficiale era dunque di 4 gr per un diametro medio di 27 mm.

Doppio sestino Federico III

Il Corpus Nummorum Italicorum ne elenca almeno 25 varianti, tutte differenti per le abbreviazioni delle epigrafi, mentre il Pannuti-Riccio distingue soltanto le due emissioni principali in base alla legenda presente al rovescio: quella più comune (ma pur sempre da considerarsi “rara”) con “+ VICTORIE : FRVCTVS”  e quella assai più rara – o meglio, conosciuta solo in pochi esemplari – “+ GLORIA ET DIVICIE IN DOMO EIVS”.
In entrambi i casi l’epigrafe circonda l’immagine di due cornucopie legate alla base, mentre al diritto il conio è costituita da uno scudo a 9 centine “a testa di cavallo”, coronato e inquartato con lo stemma del regno, circondato dalla legenda “+ FEDERICVS ° DEI ° GRATIA ° REX ° SICILIAE ° HIERUSALEM”, variamente abbreviata e punteggiata.

In alto è visibile l’esemplare della mia collezione (purtroppo fotografata male), in uno stato di conservazione non eccellente ma con una bella patina da cui emergono le sfumature verdi-azzurre dei sali di rame, mentre nella foto in basso si apprezza un bellissimo esemplare, battuto all’asta dalla casa numismatica Aurora-Varesi nel mese di Aprile 2016, in cui – oltre ad essere meglio visibili le immagini e le epigrafi – è anche evidente la lega di rame che emerge a tratti dalla patina di antico che riveste una delle ultime monete battute a Napoli sotto un sovrano della dinastia dei Trastamara.

Doppio Sestino Federico Aragona

 

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